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Fare ceramica non è ghost!

Avete presente la scena di Ghost dove Demi Moore e Patrick Swayze fanno un vaso in un turbine di ormoni e musica romantica? Bella no?

Questa scena è diventata una maledizione per chi si occupa di ceramica ma anche per chi di ceramica non sa nulla ma vorrebbe imparare.

Fai ceramica? Che bello ! Come Ghost?

Questa domanda mi è stata rivolta centinaia di volte .

Ghost è diventato una sorta di leggenda collettiva, ed è talmente radicata e diffusa che ha spinto chi è del settore a cavalcare l’onda proponendo corsi di tornio per principianti con la velata (a volte neanche tanto) promessa di rievocare la magia di quella scena.

Come vedremo l’aspettativa di ritrovarsi immersi in un alone romantico di arte, amore e creatività potrebbe rivelarsi uno dei peggiori traumi per chi voglia fare ceramica per la prima volta.

Mamma mia che guastafeste!

Scusate ma qualcuno doveva dirlo prima o poi.

So che questo articolo mi attirerà l’odio di tanti esperti e maestri, ma le indicibili verità che andrò a svelarvi forse salveranno qualcuno di voi.

Facendo Ghost si fa una fatica cane!

Usare il tornio è faticosissimo, ci vuole il fisico, in senso letterale; braccia e schiena devono essere allenati, perché è sicuro che dopo un’ora di “magia” avrete dolori dappertutto.

Prendere un pezzo di argilla, impastarlo stando attenti a non inglobare bolle d’aria, fissarlo al centro del piatto rotante e fare pressione affinché possa “essere centrato”, richiede forza fisica ed esperienza che solo anni di pratica possono donare.

Vi sporcherete come mai nella vita.

L’altra grave omissione nella narrazione romantica è che ci si sporca tantissimo e si sporca l’ambiente in cui si opera.

L’argilla è una miscela più o meno densa di terra e acqua.

Per la lavorazione al tornio necessita di essere costantemente bagnata, cosa che produrrà una quantità consistente di “fanghiglia” che ricoprirà l’oggetto, le vostre mani, il piatto rotante e che verrà sparata tutt’attorno dalla forza centrifuga.

Sporcherete voi e qualunque cosa si troverà nel raggio di qualche metro.

Avrete fango sulle mani, sui polsi e fino agli avambracci e naturalmente vi verrà da grattarvi il viso mentre avrete le mani sporche.

Nel film Demi Moore lavora al tornio in un angolo della camera da letto e se riguardate la scena (io me la ricordavo meno hot) nel giro di un’inquadratura passano dall’essere pieni di creta a completamente puliti .

E vabbè.

Nella realtà avremo macchie di argilla anche su sopraciglia, capelli e guance perché, come detto, in caso di prurito cercheremo di grattarci col dorso della mano che sembrerà più pulita.

Sarete ricoperti di croste secche.

Dopo qualche minuto di lavoro il calore del nostro corpo (36 c°) inizierà a far asciugare questa fanghiglia creando una crosta sempre più secca sulla pelle, crosta che ingloberà i peli proprio come la ceretta.

Niente di grave, basta dell’acqua abbondante per lavare via tutto, ma la sensazione di fastidio può essere tale da impedire al neofita di continuare, o per lo meno di concentrarsi sulla “magia” in corso.

Tutto questo avverrà prima che il vostro pezzo di argilla prenda una qualche forma. Siamo ancora alla prima parte, centratura dell’argilla, la fase che precede la magia del vaso che sale e danza con le nostre mani.

Abbiamo per ora trattato alcuni aspetti secondari, ma veniamo al cuore del discorso.

Vi sentirete degli incapaci

Mai, in nessun caso, un totale neofita riuscirà a realizzare qualcosa che assomiglierà anche solo vagamente al vaso promesso dalla locandina del corso di tornio.

MAI! Mai successo nella storia dell’intera umanità. Questo è bene lo sappiate.

A tal proposito, SPOILER sulla prima lezione: dopo un’ora tentativi l’opera migliore che farete sarà una sottospecie di posacenere mutante, storto, alto 5 cm, con le pareti asimmetriche e un buco sul fondo.

Il Maestro vi dirà che il vostro “vasetto” è simpatico che ha qualcosa di “artistico” e che ogni oggetto è bello a modo suo ect… ect… (mentre il suo vaso alto, sottile ed elegante, che ha realizzato per farvi vedere come si fa, sarà lì a mostrarvi le sue proporzioni perfette)

Spoiler 2: la sensazione che proverete sarà vicina allo sconforto\fallimento e qualcosa dentro di voi dirà che siete negati, ecco lo vedi che non sei capace, la creatività è un dono che pochi hanno e tutta una serie di ASSURDE convinzioni che emergeranno dalle profondità dei traumi scolastici che ognuno di noi si porta dietro.

Cosa voglio dire? Non siete voi il problema!

Usare il tornio è difficilissimo, e non lo dico per esagerare, io ne possiedo uno e so di cosa parlo. Per creare un vaso, anche piccolo, serve una coordinazione e una conoscenza dei gesti che solo centinaia di ore di pratica possono dare.

Vedere un torniante all’opera è affascinate, tutto è naturale e facile, per lui.

Il torniante è una persona cresciuta dentro un laboratorio di ceramica, normalmente di famiglia, ha visto e respirato argilla da sempre, i gesti che ha imparato a riprodurre li ha visti compiere milioni di volte (neuroni specchio) e fanno parte della sua vita quotidiana, come per noi lo sono camminare o andare in bici. Chi invece non viene da questa formazione familiare ha dovuto sottoporsi ad un allenamento psico fisico per centinaia di ore prima di conquistare la maestria.

Facciamo un paragone estremo.

Immaginate una persona che non sa nuotare, e che voglia imparare.

Proporreste mai a costui un corso di tuffi dal trampolino olimpionico?

Perché sottoporre una persona che non sa neanche nuotare a delle dolorose e pericolose spanciate?

Come vi sentireste se dopo che avete fatto una spanciata, bevuto acqua e rischiato di affogare qualcuno viene a dirvi che il vostro tuffo aveva comunque qualcosa di “artistico”?

Volete imparare a nuotare? Non sarebbe meglio prima prendere confidenza con l’acqua? Poi magari a stare a galla e imparare uno stile che ci permetta di muoverci in acqua e prendere confidenza con l’elemento.

I tuffi si posso imparare in una seconda fase, quando siamo sicuri dei nostri mezzi. Qualunque istruttore lascerebbe i tuffi di testa dal trampolino come ultimo passo in un lungo percorso.

Se il discorso è perfettamente comprensibile parlando di nuoto e tuffi come mai lo è meno con la Ceramica?

Fare un vaso al tornio è l’equivalente di un volo d’angelo con avvitamento e triplo carpiato.

Bellissimo ed emozionante da vedere tanto che ci strappa un applauso, ma farlo è tutta un’altra storia.

L’errore non è proporre un corso di tornio, è pacifico che chi lo desidera possa voler imparare.

l’errore è proporlo a chi non ha mai avuto nessuna esperienza con l’argilla.

a chi non ha confidenza con il materiale, a chi non conosce la sua tendenza ad irrigidirsi e ammorbidirsi in base all’umidità, a chi non sa che troppa acqua fa collassare la forma, che manipolare troppo l’argilla la espone a screpolature etc…

Altra cosa, dove faranno pratica i nostri neofiti?

Compreranno un tornio a testa per tenerlo a casa in camera da letto come nella scena di Ghost?

Si potrebbe obbiettare che “uno può avere dello spazio in garage o in cantina”!

Certo che sì, ma questa cosa viene specificata a chi si iscrive al corso?

Oppure il corso è una esperienza a perdere una tantum?

Sarebbe bene sapere da subito che serviranno centinaia di ore per imparare a fare il vaso della locandina, quintali, (letteralmente) quintali di argilla da usare per fare pratica.

Perché butterete via centinaia di chili di argilla per imparare. (non c’era scritto sulla locandina?)

L’argilla si può riciclare! Certo, serve solo una impastatrice che pesa mezza tonnellata da affiancare al tornio in camera da letto.

Sempre che non vogliate farlo a mano, ma vi avverto che serve il fisico e tanto spazio.

Conoscere questi aspetti meno noti può aiutare chi vuole avvicinarsi alla ceramica a compiere le giuste scelte.

Avete tanto tempo libero e tanto spazio da poter sporcare e il vostro obbiettivo è diventare dei tornianti professionisti? ok.

Comprate un tornio professionale, (sconsigliate le cinesate che si trovano su amazon) poi prendete una impastatrice, 3\4 quintali di argilla, scaffali e piani di legno, iscrivetevi ad un corso di tornio per principianti, poi intermedi e infine per avanzati e buon apprendimento.

Se invece volete fare ceramica perché siete sempre stati affascinati dalla materia,

o magari volete imparare a fare una base per lampada, una applique, degli animali da collezione, o degli splendidi gioielli di ceramica per far invidia alle vostre amiche,

lasciate perdere il tornio e riservatelo nel caso a quando avrete già confidenza con l’infinità di tecniche che lo precedono.

Imparate a stare a galla, a fare i tuffi a bomba e a godervi il mare… per il trampolino si vedrà.

Se siete arrivati fino a questo punto dell’articolo siete affascinati dalla ceramica, dai suoi colori, dalle infinite possibilità espressive.

Volete imparare un metodo, semplice progressivo e propedeutico per diventare rapidamente indipendenti?

Ci sono percorsi molto più adatti, semplici e che utilizzano l’entusiasmo ( e non la frustrazione) come carburante per l’apprendimento.

Il mio corso perfetto per chi inizia:

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